Museu de Arte Popular
Il museo nazionale portoghese di arte popolare sul lungofiume di Belém: carri dipinti, ceramiche e tradizioni in un edificio sopravvissuto al 1940.

Tra il Padrão dos Descobrimentos e la Torre di Belém si trova un edificio basso e bianco, con pannelli dipinti e sculture sulle pareti: il Museu de Arte Popular, sopravvissuto all’Esposizione del mondo portoghese del 1940 e diventato il museo nazionale delle tradizioni popolari del Paese: carri, zoccoli, ceramiche, costumi, feste e arti quotidiane della campagna portoghese.
Un museo nato da un’esposizione
Il padiglione fu progettato da Veloso Reis Camelo e João Simões per l’esposizione del 1940 e riaprì come museo nel 1948, con sale organizzate per regioni — Minho, Trás-os-Montes, Beiras, Alentejo e Algarve — e pareti decorate da pittori dell’epoca. Dopo essere rimasto chiuso per anni negli anni 2000, il museo superò una proposta di trasformarlo in un museo della lingua e riaprì per conservare la propria identità: una delle raccolte più complete di arte popolare portoghese, dai carri dipinti del nord alle ceramiche dell’Alentejo, in un edificio che è esso stesso un’esposizione. A pochi passi si trova il Museu Nacional de Etnologia e il Museu Nacional do Azulejo, per completare una giornata lungo l’asse Belém-Xabregas dedicato all’identità portoghese.
Cosa vedere
- Le collezioni regionali di arte popolare
- I carri dipinti e intagliati del Minho
- Le ceramiche dell’Alentejo e le tradizioni delle feste
- Le decorazioni murali del padiglione risalenti agli anni 1940
- La posizione sul lungofiume tra il Padrão e la Torre di Belém
Informazioni pratiche
Il museo si trova sul lungofiume di Belém, in Avenida de Brasília, tra il Padrão dos Descobrimentos e la Torre di Belém. È aperto dal martedì alla domenica e dal 2024 partecipa al programma nazionale di giornate a ingresso gratuito per i residenti. Fa parte del gruppo del Museu Nacional de Etnologia: verifichi gli orari aggiornati prima di partire.
Crediti fotografici: Museu de Arte Popular, Pedro S Bello, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
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